Sceneggiare

La funzione

Una sceneggiatura deve saper evocare un mondo nuovo nell’immaginazione dei disegnatori e del regista che realizzeranno il filmato.

La magia

So di avere in mano una buona idea, quando si rivela fertile e quasi si scrive da sè: i personaggi e le situazioni stesse portano avanti naturalmente la storia.
Quello che rende buona una sceneggiatura, poi, è un quid ineffabile, difficile da dire, ma facile da riconoscere: è la forza che ci spinge a voler vedere come andrà a finire.

Il rigore

Questa magia poggia comunque su basi molto rigorose, in particolar modo per la scrittura seriale, perché non va dimenticato che una sceneggiatura è uno strumento di lavoro e che quello che apparentemente può sembrare un’inezia o una pignoleria, soprattutto in una lavorazione seriale può costare molto in termini di denaro, di tempo e quindi di qualità.

Le mie (semplici) regole d’oro 😉

  • Non ingannare lo spettatore e proporre una storia con un vero contenuto.

  • Individuare e tenere sempre presente il target, il soggetto, il format e il genere

  • Curare il dialogo, che sia brillante, ripartito su tutti i personaggi, comprensibile.

  • Curare il ritmo e l’atmosfera, senza trascurare pause e silenzi

  • Tagliare il superfluo

  • Dare tutte le informazioni necessarie ai disegnatori e agli altri collaboratori e rispettare la lunghezza del filmato.

  • Rispettare i tempi di consegna pattuiti o, nel caso, avvertire per tempo.

Saluto

Oggi chiunque è libero di protestare e di criticare, perchè qualcuno, 73 anni fa, ha dato la vita per la democrazia e la libertà”. Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha ricordato l’11 agosto del 1944, prima di deporre la corona per i Caduti della Liberazione dai nazifascisti in piazza dell’Unità italiana.”Il ricordo di queste donne e di questi uomini è oggi di lezione per quando si sente parlare di manifestazioni che nascono da esigenze di propaganda e che mettono in discussione la memoria collettiva. Bisogna portare rispetto per tutti i Caduti – precisa il sindaco – ma senza dimenticare la differenza tra chi ha combattuto per l’oppressione e chi ha combattuto per la libertà”.

E poi una proposta per invitare i giovani a conservare il ricordo di coloro che hanno sacrificato se stessi per gli altri: “Introduciamo, magari con una legge di iniziativa popolare, l’educazione civica come materia obbligatoria e quindi con i voti in tutte le scuole”. Sull’omaggio ai caduti della Repubblica di Salò, al cimitero di Trespiano: “Le carte non si mescolano, la storia è storia. Ripeto: rispetto per i Caduti, ma non bisogna mai dimenticare i valori per cui si è combattuto”.